IL LABORATORIO
uno spazio e un tempo per sperimentare se stessi e crescere insieme

Il laboratorio teatrale realizza uno spazio/tempo separato dalla quotidianità dove è possibile sperimentare e apprendere in sicurezza.

Il rimodellamento della sfera esperienziale investe il corpo, la mente, il linguaggio, e soprattutto le relazioni, o meglio, gli schemi di relazione interpersonale.

Nel laboratorio si può lasciare che il corpo si muova, dia forma alle proprie emozioni, comunichi affetti; sperimentare la capacità di sentire; risvegliare la creatività come atto propositivo e autonomo; imparare l’arte dell’attesa come momento in cui si sospende l’agire a favore di un ascolto che coinvolga ogni parte del sé.

Viene messo in atto un processo trasformativo che passa dalla conoscenza e dall’accettazione di sé, per restituire in forma artistica il risultato di un processo misterioso: l’incontro con l’altro.

L’IDEA EDUCATIVA:
un progetto di cambiamento, una ricerca oltre la quotidianità

Uno spazio del ‘qui e ora’ dove la differenza tra operatori e utenti diventa sottile. Siamo tutti attori in gioco.

Uno spazio in cui arrivare a mettere in atto un cambiamento e sperimentare che ‘essere altro’ è possibile.

Uno spazio di crescita attraverso il quale imparare a prendersi cura di sé.

Uno spazio in cui il corpo può essere ascoltato, agito, vissuto, guardato, pensato.

Uno spazio dove sentirsi riconosciuti dagli altri nella propria identità.

Uno spazio di creazione di relazioni, costruzione di un gruppo, di una comunità quale elemento che ha in sé una forte valenza trasformatrice.

Uno spazio possibilità di creare legami con il territorio in cui si vive.

2016/17: IL DELITTO È SERVITO!
UNA CENA CON DELITTO COME STRUMENTO DI GIOCO E INTEGRAZIONE TERRITORIALE

Gli ‘Apprendisti teatrali’ sono ora impegnati nella creazione di una cena con delitto da proporre a un pubblico diversificato in collaborazione con agriturismi, cooperative, ristoranti.

La dimensione artistica ed espressiva si integra così con quella ricreativa e socializzante per offrire ai partecipanti una serata di teatro, cibo, divertimento.

La prima ‘cena con delitto’, pilota del progetto, è: 

L’inspiegabile morte dell’ingegner Rossi-Preatoni

Gli spettatori giocheranno a essere gli investigatori che devono risolvere il terribile omicidio avvenuto in Villa Rossi-Preatoni. Divisi in tavoli di circa sei persone ogni gruppo dovrà, entro il termine della cena, scoprire l’assassino, il movente e la dinamica del delitto rappresentato dagli attori.

‘Delitto in Villa’ è la puntata pilota del progetto, il primo esperimento che servirà a presentare l’idea e sviluppare il progetto definitivo sulla base dell’incontro con il pubblico e operatori istituzionali.

VERSO IL TERRITORIO E LA COMUNITA':
il teatro come strumento di integrazione e proposta culturale

L’integrazione delle attività del laboratorio in campo territoriale e comunitario è uno degli obbiettivi principali del progetto.

Sin dalla sua nascita, nel 2006, il laboratorio teatrale si svolge presso la struttura ‘Lo Scoiattolo’ a Garbagnate Milanese.

Negli anni, gli Apprendisti teatrali hanno rappresentato i propri spettacoli in teatri e spazi alternativi a Garbagnate, Paderno Dugnano, Senago, Arese, Limbiate, Rho, Carpi.

Nel 2013 il gruppo è stato coinvolto in una tappa del partenariato europeo Grundtvig “Nord et Sud dans nos histories” di Associazione Mirmica..

Nel 2015, nell’ambito di azioni di sensibilizzazione sui temi del benessere mentale, il gruppo ha rappresentato il suo spettacolo ‘Grand Hotel Pecca & Prega’ nell’istituto Tecnico Agrario ‘Luigi Castiglioni’ di Limbiate.

INDIVIDUO, GRUPPO, COMUNITA’

Oggi abbiamo bisogno di scoprire nuovi modi per stare insieme all’interno della società e da qui poter riconoscere e mettere in gioco una nostra specifica identità.

Il teatro è l’arte che per storia e definizione è più in grado di innescare un processo di re-invenzione della comunità, nascendo esso dal rito, dalla festa e dunque dalle forme più antiche d’aggregazione e di scambio.

Proprio per il suo valore performativo e comunicativo, esso si pone per sua natura come strumento privilegiato di relazione, mediazione e scambio tra il centro e la periferia, tra i singoli individui e la comunità, tra un luogo chiuso (come può essere una struttura o un gruppo) e il suo contesto sociale e istituzionale. Soprattutto laddove la periferia, il singolo individuo o il luogo chiuso rappresentano situazioni socialmente deboli, a rischio di emarginazione.